Fool. I comici in Shakespeare

Scene di William Shakespeare tradotte e adattate da Masolino d’Amico da Sogno d’una notte di mezza estate: Cotogno, Rocchetto, Canna, Zeppa, Sorba, Teseo e Ippolita; da  Come vi piace: Jaques, Paragone, Rosalinda, Celia; da Molto rumore per nulla: Beatrice, Benedetto, Claudio, Leonato, Il Principe; da  La bisbetica domata: Petruccio, Caterina, Vincenzo, Ortensio; da  Due gentiluomini di Verona:  Il Clown Launce e Panthino, Un Cane.

Fool! il comico in Shakespeare è uno spettacolo di teatro comico e musicale, scritto da Masolino d’Amico. Una riflessione sulla comicità che prende vita attraverso le opere shakespeariane in un’atmosfera da varietà, tra lustrini e paillettes.

Il gioco teatrale si fonda su un esercizio di stile che guarda a generi diversi di spettacolo: dal western all’opera rock, dall’avanspettacolo al teatro dell’assurdo e al circo. Oltre 40 costumi contribuiscono, in un delirio alla “Fregoli”, a creare con ritmo frenetico un carosello di personaggi presi dal repertorio del Bardo. Gli interpreti sono cinque giovani attori, fra i più promettenti del panorama italiano, provenienti sia dal teatro classico che dal cabaret, che dalla comicità televisiva.

Gli attori nei panni di cinque FOOL fanno rivivere donzelle innamorate, impetuosi giovani, re e regine, dame di corte e poi se stessi nei diversi ruoli di FOOL che Shakespeare seppe creare per loro. Sanno cantare, ballare, fanno acrobazie e numeri, trasformano tutto in occasione di risate e di amara riflessione tragicomica.

TRAMA
In una notte surreale, seduto su una gigantesca alta luna (altalena a forma di luna) c’è un FOOL bianco (il “sovereign fool” che troviamo nel Re Lear); è un omino piccolo e magro, senza scarpe, con una camiciola bianca  al ginocchio; suona un bengio e canta con malinconia. Canta “Moon River”, lamenta di aver incontrato un … FOOL e di voler diventare come lui. L’omino viene interrotto dall’ingresso degli altri FOOL, c’è molta agitazione: devono prepararsi per una rappresentazione, si tratta del “Sogno di una notte di mezza estate” di W. Shakespeare e in particolare la scena in cui la compagnia dei comici deve rappresentare Piramo e Tisbe  per la corte del Re. I FOOL interpretano a loro modo  le opere di Shakespeare: il bosco di “Come vi piace” diventa un mondo country e tutto è immerso in un’atmosfera da western, “Molto rumore per nulla” diventa il mondo di lustrini e paillettes del varietà,  “La bisbetica domata” il mondo trasgressivo e infernale di un’opera rock, il teatro dell’assurdo alla Beckett si mischia con l’avanspettacolo.

NOTE DI REGIA
…contraddittorio, non-razionale, in-sensato, non-savio, non-equilibrato, sconsiderato, imprevedibile……alienato, deviante, ma anche diverso, anormale, geniale, bizzarro, strano, incompreso. In ogni caso la follia sembra definirsi in opposizione a: ragionevolezza, sensatezza, coerenza, unità, pienezza… Non possiamo confondere la follia con la libertà, ma certo molto bisogno di libertà si realizza attraverso di essa. E tale libertà comprende anche la fuga dalle definizioni.

L’essere dell’uomo non solo non può essere compreso senza la follia, ma non sarebbe l’essere dell’uomo se non portasse in sé la follia come limite della sua libertà …

Il FOOL non crede in nulla e di tutto ride, indispensabile alla società che al tempo stesso lo fugge, ci mostra come il male e il bene convivono nella natura umana e si esprimono nei piccoli gesti del vivere quotidiano. Con uno sguardo che oltrepassa epoche e culture, il FOOL si fa specchio delle nostre intemperanze, denunciando l’assurdità dilagante e l’ipocrisia del potere.

Scritto appositamente da Masolino d’Amico, il testo offre allo spettatore il piacere di ritrovare battute, brani e scene delle grandi opere, se pur contestualizzate in maniera del tutto nuova: Sogno di una notte di mezza estate che fa da cornice allo spettacolo, Come vi piace, Molto rumore per nulla, La bisbetica domata, I due gentiluomini di Verona. La dissacrante e moderna forza comica del FOOL credo sia un valido strumento per avvicinare lo spettatore più giovane al “teatro classico” in un momento in cui il gusto del pubblico sembra  dominato dalla comicità televisiva.

Lo spettacolo è un esercizio di stile che vorrebbe attraversare il teatro di William Shakespeare con una formula a puntate che in diverse edizioni prevede la messa in scena di tutte le opere.

La drammaturgia è preparata con il metodo dell’improvvisazione e del lavoro di gruppo; l’energia e la creatività degli attori sono alla base del linguaggio meta-teatrale, dove i personaggi e le vicende shakespeariane trovano spazio ”alla maniera del Fool” nel paradosso e nella demenzialità.

Consuelo Barilari

Comments are closed.